La RIAA ci vuole ignoranti?
13 Novembre, 2007
Premetto che, una volta tanto, la cattiva notizia di oggi non viene dall’Italia ma da Oltreoceano. Ma dal momento che, dal 1945 a oggi, l’Italia segue gli Stati Uniti scodinzolando, ho paura che (ben presto) il problema potrebbe diventare “nostro”.
Dopo aver sparato nel mucchio per mesi denunciando (anche) bambini, casalinghe, mamme, pensionati, … prosegue la caccia alle streghe della RIAA nei confronti del P2P.
A chi e’ toccato questa volta? Alle Universita’ Americane che, se non interromperanno l’utilizzo di programmi P2P all’interno dei loro Campus, si vedranno decurtati i finanziamenti federali.
La liberta’ della rete viene cosi’ minata nel suo cuore: quei centri studenteschi da sempre fucina d’idee anti-liberali.
Del resto, si sa, la RIAA e la (parallela) italica SIAE hanno tutto l’interesse a tagliare i fondi pro-studio.
Perche’? Perche’, cosi’ facendo, limiteranno il sapere, dando vita a generazioni di zombie-consumatori privi d’intelletto.
Del resto se tutti noi ragionassimo con la nostra testa e riflettessimo a fondo sulla tassa RIAA/SIAE, capiremmo ben presto si tratta di un furto legalizzato.
Andiamo al cinema a vedere un film (ndr chi scarica film illegali va al cinema piu’ spesso!) e, naturalmente, nella quota del biglietto e’ compresa una percentuale che stiamo versando al cantante di turno (diciamo Madonna) che ha contribuito alla colonna sonora.
Il film ci e’ piaciuto cosi’ tanto che, 3 mesi dopo, lo affittiamo in DVD: il noleggio comprende una quota da destinare a Madonna.
E due.
La canzone principale del film e’ cosi’ bella da diventare un tormentone: al centro commerciale ce la ritroviamo come sottofondo della nostra spesa. Il supermercato versa i diritti SIAE a Madonna e, naturalmente, spalma il costo di tali diritti sui prodotti che noi acquistiamo.
E tre.
Facendo la spesa, infatti, stiamo (per la terza volta!) versando soldi nelle casse di Madonna.
E sempre per lo stesso prodotto!
Cinema, radio, centri commerciali ci hanno fatto il lavaggio del cervello: l’hit di Madonna dev’essere nostro.
Lo scarichiamo “illegalmente” e…bang: siamo dei pirati.
Secondo RIAA/SIAE, infatti, avremmo dovuto pagare ancora una volta per un prodotto che abbiamo gia’ abbondantemente pagato.
Sicuri che i pirati siamo noi?
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