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Steve Jobs regala iPod
No, il CEO di Apple non e’ ne’ impazzito, ne’ ricolmo di spirito natalizio. Semplicemente Steve Jobs legge le email degli utenti Apple.
Dopo l’ennesima disavventura con il suo MacBook, 3 prodotti su 3 malfunzionanti (fortunatamente per lui in garanzia!), Ben Gray, uno sfortunato utente della mela, ha infatti deciso di scrivere un’email al padre-padrone dell’azienda di Cupertino.
Dopo alcuni giorni un responsabile dell’ufficio di Steve Jobs ha telefonato all’utente e, dopo aver manifestato il dispiacere per le sue disavventure, ha offerto lui un buono da spendere sullo store Apple o, direttamente, un prodotto della Mela: a lui la scelta.
L’utente, piacevolmente colpito dalla chiamata, ha optato per un iPod, prodotto che la Apple s’e’ impegnata a spedirgli quanto prima.
Tralasciando i 3 MacBook difettosi (succede anche nelle migliori famiglie!), quello che colpisce e’ il fatto che un personaggio del calibro di Steve Jobs legga (e dia disposizioni di rispondere) le email degli utenti.
Per un italiano quale sono e’ impensabile. Come se, dopo la mia odissea con i modem Pirelli, avessi mandato un’email a Tronchetti Provera ed il suo ufficio m’avesse prontamente chiamato per offrirmi un treno di gomme per la mia Fabia.
Ripeto: impensabile. Del resto in quanto a “customer care” e “customer satisfaction” le aziende italiane sono anni luce da quelle straniere.
Tanto per cambiare
3 comments 3 Ottobre, 2007
Wi-fi e mobile: per l’italia tempi duri
Si sa, quando si parla del digital divide ci vengono in mente le battaglie di Beppe Grillo per dare la connessione ad internet su tutto il territorio nazionale.
Il problema e’ che (come sempre) l’italia e’ in ritardo rispetto al resto del mondo.
E’ della settimana scorsa la notizia che Steve Jobs, capo indiscusso della Apple, abbia presentato il nuovo ipod touch (tra i tanti nuovi modelli).
Un simil iphone tutto touch screen con connettivita’ wi-fi.
Il nuovo ipod touch permette collegamenti ad internet via wi-fi supportando il protocollo standard nelle sue versioni b/g.
Interessante.
Gia’ da qualche mese, il noto software Fring, puo’ essere installato sui terminali (leggasi cellulari) wi-fi per una totale interoperabilita’ con Skype, Google Talk, Icq, Messenger ed anche il protocollo SIP per un voip via wi-fi sempre e comunque tramite il proprio cellulare da tasca con tariffe irrisorie se non nulle.
E qui, casca l’asino.
Il “piccolissimo” problema e’ che, mentre nei paesi come Regno Unito, Francia, Spagna, Germania, per non parlare dei paesi del nord europa, od anche dei nuovi paesi dell’est, trovate hot spot gratuiti in strada, nei locali, nelle biblioteche etc… in italia il problema wi-fi e’ praticamente ovunque.
Da nessuna parte troverete delle connessioni gratuite, e quelle che ci sono (le poche) sono a pagamento (con dei costi proibitivi) tali da scoraggiare anche il piu’ sprovveduto dei turisti o dei geek nostrani.
Bell’affare. Come sempre, un affare italiano.
Add comment 11 Settembre, 2007
Il cliente ha sempre ragione
Dopo il drastico taglio (in occasione del lancio dei nuovi prodotti della Mela) ai prezzi di listino del iPhone, numerose sono state le lamentele dei primi acquirenti del “telefono reinventato”. Acquirenti che, poco piu’ di un mese fa, avevano pagato l’iPhone a prezzo pieno.
In ambito IT la corsa al ribasso dei prezzi e’ endemica, tuttavia un taglio da $ 599 a $ 399 (per il modello da 8 Gb), ovvero uno sconto del 33%, e’ parso eccessivo anche per questo settore. Al punto che la notizia dell’iPhone “in saldo” ha generato una protesta generalizzata (condotta principalmente sui blogs) che, in meno di due giorni, ha spinto Steve Jobs a recitare il “mea culpa“.
Lo scorso venerdi’, infatti, il patron di Apple ha annunciato che i primi acquirenti dell’iPhone riceveranno un buono sconto di $ 100, da spendere (ovviamente!) in prodotti della Mela.
Anche se in molti storcono il naso per l’opzione “buono spesa” (che tradotto in soldoni significa un’altro acquisto, ovvero una spesa aggiuntiva), il fatto che in nemmeno due giorni il popolo della rete sia riuscito a far sentire la propria voce e’ notevole e, soprattutto, incoraggiante.
In realta’ tutto cio’ e’ stato possibile perche’ dall’altra parte della barricata c’e’ un’Azienda (con la A maiuscola!) ed ancor piu’ un uomo capaci di ascoltare il cliente e, nel caso, di ammettere l’errore, invertendo prontamente la rotta.
Questo rapprto di fiducia coi clienti e’ quello che fa grande un’azienda ed e’ quello che, purtroppo, manca alle aziende (e soprattutto agli imprenditori!) del nostro Bel Paese.
In Italia, dove troppo spesso intelligenza e’ sinonimo di furbizia, si preferisce deludere il cliente piuttosto che rinunciare ad una momentanea fetta del profitto. Rinuncia che, in termini d’immagine e di conseguenza d’incassi, garantirebbe, negli anni a venire, un ritorno nettamente superiore.
2 comments 9 Settembre, 2007
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