Posts filed under 'banda larga'

Hotspot wifi: (forse ma forse) ci siamo

Hotspot logoDa tempo ci lamentiamo del Decreto Pisanu e, soprattutto, delle nefaste conseguenze che ha avuto sullo sviluppo del wifi in Italia.

Imporre al gestore dell’hotspot l’obbligo di registrazione degli utenti tramite l’iscrizione ad un apposito registro, con tanto di fotocopia d’un documento d’identita’, ha scoraggiato i piu’ ad allestire wlan aperte. Cosa che ha comportato una perdita di servizi (pensate, per esempio, al settore turistico) per l’utente finale, con conseguente retrocessione del Bel Paese in ambito IT.

Nelle scorse ore, pero’ le cose sono (forse) cambiate (e sottolineo “forse” perche’, purtroppo, in Italia quando c’e’ di mezzo lo Stato non si e’ mai sicuri di niente). Dicevo: le cose sono cambiate, il Ministero dell’Interno ha infatti accettato l’autenticazione degli utenti via SMS o tramite carta di credito.

Tale scelta, pur non abbandonando la voglia di controllo “del Pisanu”, rende mooolto piu’ snella la procedura di registrazione, sgravando cosi’ l’eventuale gestore della wlan dagli attuali obblighi burocratici.

Ci auguriamo che questa mossa contribuisca a far fiorire in tutta Italia numerosi hotspot gratuiti, permettendo all’italico stivale di recuperare terreno nei confronti degli altri paesi europei in materia di wifi.

Add comment 4 Dicembre, 2007

FringMe: saro’ sempre on line….

fringme

Cari amici di Fring, da oggi avete uno strumento in più per restare in contatto con i vostri amici, che siano utenti fring oppure no: FringME!

FringME! è un simpatico bottoncino che potete inserire sul vostro sito web, blog o ovunque vogliate e che permette ai vostri amici o ai visitatori occasionali:

- di vedere il vostro status: se siete online, offline, impegnati oppure disponibili a chattare;
- di chattare con voi quando siete lontani dal vostro pc, anche senza essere utenti fring;
- di, tenetevi forte, vedere in tempo reale via Google Maps / Google Hearth dove vi trovate (se siete tra i fortunati che hanno un telefono con GPS incorporato od un GPS esterno collegato via bluetooth).

E ricordatevi che avete la possibilità di attivare o disattivare questa funzione dal vostro telefonino, quando preferite che nessuno sappia dove siete

Tutto molto comodo, molto cool, molto trendy. Peccato che per l’ennesima volta in italia non ci siano tante reti wi-fi open.

Hey! Popolo di Foneros, fatevi sentire!!! Dove siete?

A proposito, fring ha messo a disposizione una nuova release del software che promette una maggiore interoperabilita’ tra la rete 3g ed il wi-fi. Loro parlano di auto-roaming.

Io non l’ho ancora provato, e voi? Datemi le vostre impressioni!!!

1 comment 3 Dicembre, 2007

La RIAA ci vuole ignoranti?

Riaa against ComonismPremetto che, una volta tanto, la cattiva notizia di oggi non viene dall’Italia ma da Oltreoceano. Ma dal momento che, dal 1945 a oggi, l’Italia segue gli Stati Uniti scodinzolando, ho paura che (ben presto) il problema potrebbe diventare “nostro”.

Dopo aver sparato nel mucchio per mesi denunciando (anche) bambini, casalinghe, mamme, pensionati, … prosegue la caccia alle streghe della RIAA nei confronti del P2P.

A chi e’ toccato questa volta? Alle Universita’ Americane che, se non interromperanno l’utilizzo di programmi P2P all’interno dei loro Campus, si vedranno decurtati i finanziamenti federali.

La liberta’ della rete viene cosi’ minata nel suo cuore: quei centri studenteschi da sempre fucina d’idee anti-liberali.

Del resto, si sa, la RIAA e la (parallela) italica SIAE hanno tutto l’interesse a tagliare i fondi pro-studio.

Perche’? Perche’, cosi’ facendo, limiteranno il sapere, dando vita a generazioni di zombie-consumatori privi d’intelletto.

Del resto se tutti noi ragionassimo con la nostra testa e riflettessimo a fondo sulla tassa RIAA/SIAE, capiremmo ben presto si tratta di un furto legalizzato.

Andiamo al cinema a vedere un film (ndr chi scarica film illegali va al cinema piu’ spesso!) e, naturalmente, nella quota del biglietto e’ compresa una percentuale che stiamo versando al cantante di turno (diciamo Madonna) che ha contribuito alla colonna sonora.

Il film ci e’ piaciuto cosi’ tanto che, 3 mesi dopo, lo affittiamo in DVD: il noleggio comprende una quota da destinare a Madonna.

E due.

La canzone principale del film e’ cosi’ bella da diventare un tormentone: al centro commerciale ce la ritroviamo come sottofondo della nostra spesa. Il supermercato versa i diritti SIAE a Madonna e, naturalmente, spalma il costo di tali diritti sui prodotti che noi acquistiamo.

E tre.

Facendo la spesa, infatti, stiamo (per la terza volta!) versando soldi nelle casse di Madonna.

E sempre per lo stesso prodotto!

Cinema, radio, centri commerciali ci hanno fatto il lavaggio del cervello: l’hit di Madonna dev’essere nostro.

Lo scarichiamo “illegalmente” e…bang: siamo dei pirati.

Secondo RIAA/SIAE, infatti, avremmo dovuto pagare ancora una volta per un prodotto che abbiamo gia’ abbondantemente pagato.

Sicuri che i pirati siamo noi?

Add comment 13 Novembre, 2007

Il digital divide e’ morto…W il digital divide

Logo wimaxPochi giorni fa la notizia che, per quanto riguarda l’accesso ai servizi internet, l’Italia e’ 8 anni in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Oggi la notizia che, procedendo di questo passo, il gap con i Paesi sviluppati (a cui, in ambito IT, l’Italia non appartiene di certo!) e’ destinato ad aumentare.

Gia’ perche’ la zona ancor priva di copertura ADSL di cui si parla oggi non e’ tra le “solite” sfortunate (logisticamente parlando) regioni: Sardegna, Molise, Umbria, …

La regione di cui si parla oggi e’ la Toscana, una regione notoriamente ricca ed al tempo stesso non penalizzata, anzi, a livello geografico. Eppure sono ancora molti i cittadini toscani a non poter godere della banda larga. Situazione resa ancor piu’ difficile dalla martellante pubblicita’ che, quotidianamente, invade i nostri teleschermi.

Del resto gia’ da anni lo Stato e, soprattutto, le compagnie telefoniche guardano solo e soltanto al mero guadagno. Che oggigiorno l’ADSL rappresenti quello che e’ stato il telefono nei decenni passati, ovvero un servizio di pubblica utilita’, e’ indubbio, almeno agli occhi degli utenti. Purtroppo la cosa non e’ altrettanto evidente all’erogatore del servizio.

Se da un lato la politica del guadagno e’ piu’ che comprensibile (sono il primo a sostenere che un’azienda non puo’ permettersi di fallire per fare solidarieta’), e’ altrettanto vero che, quando si parla di macro-economia, bisogna effettuare un’analisi costi-benefici che vada ben oltre i “conti della serva”.

Alla Telecom, invece, ormai da anni fanno proprio questi tipi di conti.

Il paesino di 3.400 abitanti e’ meno appetibile, in cifre, di quello da 5.500 e, per questo, gli viene negato l’accesso alla banda larga. Al paese piu’ popolato, invece, l’accesso viene garantito, indipendentemente dal fatto che il 75% dei suoi abitanti siano anziani e non sappiano che farsene dell’ADSL. Il servizio verrebbe, al contrario, certamente apprezzato dai giovani del primo paese: oltre il 50% della popolazione!

Per chi non e’ abituato a “fare di calcolo”: nel primo paese la popolazione e’ costituita da oltre 1.700 giovani; nel secondo, invece, i giovani sono soltanto 1.375.

E, badate bene, non sto dando i numeri, ma sto parlando di situazioni reali che si sono venute a verificare nei paesi dell’hinterland pavese.

Add comment 9 Novembre, 2007

Internet: piatto ricco mi ci ficco?!?

Poker virtualeDue notizie di stamane illustrano alla perfezione (purtroppo!) qual’e’ la “politica internet” perseguita dai Governi nostrani.

La prima notizia riguarda una stima sui “netcitizens” americani, stima secondo la quale il 79% degli adulti (ovvero 4 persone su 5) si collega quotidianamente ad internet per godere dei servizi offerti dal web.

Secondo lo stesso studio, nel Bel Paese la percentuale dei netcitizens scende drasticamente al 48%, ovvero al livello in cui si trovavano gli Stati Uniti 8 anni fa!

La seconda notizia (a mio avviso ancor piu’ preoccupante della precedente) riguarda il via libera ai “giochi d’abilita’ virtuali” che possono prevedere vincite in denaro. Per farla breve una sorta di video-poker da giocare standosene comodamente in panciolle sfruttando la connessione di casa.

Senza soffermaci sui problemi economico-psichici che tali giochi introducono nella societa’ (e, soprattutto, senza soffermarci sul fatto che con il via libera a tali giochi e’, di fatto, lo Stato ad introdurre tali problemi), proviamo a mettere in relazione tra loro le due notizie.

Cosa se ne deduce? Che, come sempre, quando si tratta di prendere (il 3% delle giocate) lo Stato Italiano e’ ben propenso a contribuire alla rivoluzione digitale. Quando si tratta di dare (annullare il digital divide, operare affinche’ le tariffe degli abbonamenti ADSL siano in linea con quelle degli altri Stati Europei, favorire la diffusione di hot-spot wifi, eccetera) il braccio dello Stato diventa immediatamente ed improvvisamente corto.

Ed in base alla stima della Harris Interactive (ancora una volta purtroppo!) i risultati di questa politica si vedono.

Add comment 7 Novembre, 2007

Davide contro Golia

Davide contro GoliaCome (immagino) gia’ sapete, l’idea di questo blog ci e’ venuta leggendo continuamente delle differenze in ambito IT che ci stanno sempre piu’ allontanando dai paesi sviluppati.

Le notizie di oggi, purtroppo, mostrano ancora una volta come arranchiamo per tenere il passo ma, fortunatamente, ci permettono di porre l’attenzione su un italico difetto che, se eliminato, ci permettera’ di recuperare il terreno perduto.

Iniziamo dalle notizie: un giovane cittadino di Sellacava ha scritto una lettera aperta al presidente del Consiglio, a Telecom, al presidente della Regione Lazio, a quello della provincia di Frosinone, al sindaco di Ausonia e ad altri ancora perche’ la banda larga sia davvero per tutti; a Firenze una sentenza afferma che chi compra un computer con Windows pre-installato puo’ rinunciarvi ottenendo di diritto un rimborso di 140,00 EURO; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Ricardo Franco Levila, afferma che la nuova legge sull’editoria online, attualmente in discussione al Governo, riguardera’ soltanto le testate giornalistiche tradizionali dotate di parallela redazione internet: i bloggers stiano tranquilli.

Cosa si evince da quanto sopra? Che, secondo la prima notizia, i consumatori sono piccoli insetti che ronzano fastidiosamente attorno alle Grandi Societa’, e che da queste sono scacciati con un noncurante gesto della mano. Le altre notizie, pero’, ci ricordano come i piccoli Davide possono combattere e, piu’ spesso di quanto si creda, vincere contro i grandi Golia.

Spesso e volentieri l’idea del consumatore che s’e’ visto attivare servizi di telefonia non richiesti e’: “Ma cosa devo fare, mettermi contro la Telecom? Quelli possono schierare i migliori avvocati in circolazione” e, certo di questo fatto, lascia perdere e subisce remissivamente l’ingiustizia.

Sapete una cosa? Telecom e’ l’azienda che, lo scorso anno, ha avuto il piu’ alto numero di condanne dal Giudice di Pace.

Ripeto: Davide ha vinto (e continua a vincere!) contro Golia.

Purtroppo, pero’, noi italiani siamo egocentrici ed individualisti. Se, da un lato, queste caratteristiche ci hanno permesso di raggiungere livelli ineguagliabili in ambito artistico, dall’altro ci costringono a subire le angherie dei potenti.

Perche’? Perche’ se e’ vero che Davide ha vinto contro Golia, e’ ancor piu’ vero il proverbio “L’unione fa la forza“.

Pensare all’insieme e non al singolo, combattere per il bene comune e non “Tanto io l’ADSL ce l’ho!”, rivolgersi alle associazioni dei consumatori (nate proprio per questo motivo!), puo’ generare un volano virtuoso che, come dicevo in avvio di post, una volta messo in moto puo’ farci recuperare il terreno perduto.

Add comment 24 Ottobre, 2007

Alice.it perde il pelo ma non il vizio

Pirelli Gate 2+Oggi volevo parlarvi di tutt’altro.

Volevo parlarvi del sito del nuovo album dei Radiohead attualmente non raggiungibile per l’eccessiva mole di contatti (segno evidente del successo della loro iniziativa); oppure di come YouTube stia diventando il banco di prova di numerosi registi in erba (valido apporto delle nuove tecnologie alla lotta contro il nepotismo/clientelismo).

E invece no: sono ancora qui a parlarvi di alice.it (volutamente con la lettera minuscola!).

Perche’? Perche’ dopo le numerose disavventure delle settimane scorse, da ieri il mio modem (ndr il quinto difettoso su cinque!) ha iniziato a non funzionare a dovere: connessione a singhiozzo, VoIP random (nel senso che, inspiegabilmente, spegnendo e riaccendendo il modem/router alcune volte funziona ed altre no), connessione wifi impossibile.

Anche connettendomi tramite cavo di rete, la connessione non regge: dopo un paio di minuti di “normale” navigazione tutto si pianta.

Stamane chiamo il 187:

Operatore: “Buon giorno mi dica?”

Gli spiego per filo e per segno il problema, sorvolando soltanto sul fatto che non chiamo da casa ma dall’ufficio (memore di una delle tante risposte del call center Telecom: “Ma se lei non e’ a casa non possiamo fare le dovute prove”).

Operatore: “Adesso e’ connesso?”

Ricordandomi perfettamente d’aver spento il modem prima d’uscire di casa, rispondo negativamente

Operatore: “Lo puo’ collegare?”

“Certo” mento spudoratamente “Fatto: le lucine stanno lampeggiando”.

Operatore: “Si’, si’, ora lo vedo!”

:-O

“Ho anche capito qual’e’ il problema (?!?): la centralina non le invia l’IP e, quindi, il sistema non la riconosce. Risolvo io” e detto questo riattacca.

In pausa pranzo torno a casa e, wifi a parte, navigo.

Morale della favola?

I call center potrebbero risolvere un’infinita’ di problemi senza la marea di richieste assurde cui (a questo punto posso tranquillamente affermare) inutilmente ci sottopongono!

2 comments 11 Ottobre, 2007

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