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Il prestito p2p
E’ mutuato dall’idea che e’ valsa il premio nobel per la pace a Muhammad Yunus nel 2006: il microcredito.
Pero’ di molto micro questo tipo di credito non ne ha l’aspetto.
Di cosa parliamo?
Di Zopa (Zone of Possible Agreement). Ne parla la BBC inglese, ne parlano i giornali di tutta europa, in italia ne parla solo Beppe Grillo nei suoi spettacoli.
E’ il credito p2p sociale, condiviso, garantito e a basso rischio per l’investitore.
Vediamo come funziona.
Finanziata dagli stessi investitori di e-Bay e Skype, Zopa è nata nel 2005 in Gran Bretagna creando in due anni una comunità che ha raggiunto i 130.000 iscritti. Forte del successo e dell’esperienza del modello inglese, Zopa sta entrando nel mercato USA, in Italia e in altri paesi europei.
Il funzionamento e’ presto detto ed a giudicare dal successo agli inglesi che sono molto diffidenti delle banche tradizionali, piace tantissimo.
Tutto il lavoro si svolge on line, vi sono da una parte i prestatori e dall’altra i richiedenti (del prestito ovviamente).
I prestatori devono solo chiarire quanto vogliono prestare del loro denaro, a che tasso e che tipo di rischio vogliono assumersi.
Va da se che se vogliono guadagnare in poco tempo un po’ di soldini dovranno assumersi piu’ rischio, ma nel contempo avranno un tasso piu’ alto di rendimento.
I richiedenti, devono compilare un profilo on line che alla fine (anche dopo indagini della stessa Zopa) assegna un ‘rating’, ossia una variabile di rischio.
Se una persona ha un rischio basso, sicuramente puo’ accedere ad un prestito a tasso eccellente mentre se una persona ottiene un rischio di insolvenza alta, potra’ accedere ugualmente al finanziamento, ma ad un tasso piu’ elevato.
La cosa e’ interessante per due elementi.
a) il richiedente ha tutto l’interesse a rimanere od a diventare un buon pagatore, cosi’ potra’ accedere ancora al sistema ed avere sempre tassi minori
b) il rischio e’ minimo. Il sistema non prevede l’incontro tra un unico finanziatore ed un unico richiedente, ma il richiedente prende i soldi un po’ da tutti, in modo tale che se dovesse ’scappare con la borsa piena di soldi’ il danno per ogni singolo finanziatore sarebbe minimo.
Cmq per farla breve, Zopa mette a disposizione di tutti una bella polizza assicurativa contro l’insolvenza e si rivolge anche alle societa’ di recupero crediti nei casi di mancati pagamenti protratti nel tempo.
Zopa ci guadagna lo 0,5% sia dal finanziatore che dal richiedente.
Agli inglesi la cosa e’ piaciuta se e’ vero che su 130mila iscritti gli insolventi sono solo lo 0,05%.
Attendiamo quindi lo sbarco anche in italia (negli Usa apriranno a breve) e non ci resta che pensare che forse in un futuro ci saranno tanti piccoli ventur capitalist che si sostituiranno alle banche tradizionali che si occupano oramai solo di grande finanza. Quella con la f minuscola pero’.
Add comment 18 Settembre, 2007
Capital Venturist cercasi
Capita sempre piu’ spesso di sentire parlare di gente che fa’ successo come imprenditore, successi strabilianti, e guadagni da capogiro.
Capita sempre meno frequentemente pero’ di capire come questa gente abbia fatto successo, se per via delle amicizie, delle frequentazioni, del papa’ ricco o per reali capacita’ umane, imprenditoriali e personali.
Martin Varsavsky e’ uno di questi.
Nato a Buenos Aires nel 1960 emigra a 16 anni con la famiglia negli Stati Uniti dove studia; quindi, in giovane eta’ , si stabilisce in Spagna.
Ed e’ qui che nasce la sua vena imprendioriale.
Fonda molte new company e tra i tanti successi (Viatel, Urban Capital Corporation etc..) e’ la Jazztel Telco che gli da’ notorieta’: primo access provider alternativo nella penisola Iberica.
Non contento, Martin vende allo stato la sua creatura e mette in piedi Ya.com il terzo piu’ grande isp spagnolo.
Ma la sua avventura non finisce qui. La sua piu’ intelligente societa’, a detta di tutti e’ FON, fontata nel 2005 compagnia dedicata all’espansione del wi-fi nel mondo.
Il concetto e’ molto semplice. Chiunque abbia un access point wi-fi puo’ condividere la sua connessione in maniera sicura con altri ‘foneros’ (gli utenti di fon) gratuitamente, ed in cambio ricevera’ lo stesso servizio quando girera’ per il mondo.
Semplice no?
Ebbene, Fon ha ricevuto donazioni da capital venturist di mezzo mondo tra cui Google, Skype, Excite e Sequoia Capital diventando un colosso ed arrivando ad avere solo in italia piu’ di 23000 utenti.
Interessante.
Martin pero’ non si e’ dimenticato che molti altri imprenditori nell’arco della sua vita imprenditoriale hanno creduto in lui e lo hanno finanziato.
Ha fondato la Varsavsky foundation per promuovere progetti umanitari e non, al fine di aiutare chi come lui ha delle ottime idee e cerca investitori.
Ma Martin non e’ il solo, molti conoscono Paul Allen, il socio di Bill Gates che tramite la sua fondazione ha dato il via a numerose attivita’ imprenditoriali di successo o dei creatori di Google che finanziano progetti di tutti i tipi tramite il ‘braccio’ filantropico di google.
Ed in italia?
Zero.
Attendiamo quindi che i nostri “bravi” imprenditori come Berlusconi, Tronchetti, De Benedetti, Della Valle, Scaglia, Soru etc… seguano il buon esempio del loro colleghi stranieri e diano una mano a questo paese, finanziando cio’ che le banche non finanziano: le idee innovative ed i giovani imprenditori che hanno tanta voglia di crescere.
Dovremo aspettare tanto?
2 comments 14 Settembre, 2007
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