Posts filed under 'customer satisfaction'

Il digital divide e’ morto…W il digital divide

Logo wimaxPochi giorni fa la notizia che, per quanto riguarda l’accesso ai servizi internet, l’Italia e’ 8 anni in ritardo rispetto agli Stati Uniti.

Oggi la notizia che, procedendo di questo passo, il gap con i Paesi sviluppati (a cui, in ambito IT, l’Italia non appartiene di certo!) e’ destinato ad aumentare.

Gia’ perche’ la zona ancor priva di copertura ADSL di cui si parla oggi non e’ tra le “solite” sfortunate (logisticamente parlando) regioni: Sardegna, Molise, Umbria, …

La regione di cui si parla oggi e’ la Toscana, una regione notoriamente ricca ed al tempo stesso non penalizzata, anzi, a livello geografico. Eppure sono ancora molti i cittadini toscani a non poter godere della banda larga. Situazione resa ancor piu’ difficile dalla martellante pubblicita’ che, quotidianamente, invade i nostri teleschermi.

Del resto gia’ da anni lo Stato e, soprattutto, le compagnie telefoniche guardano solo e soltanto al mero guadagno. Che oggigiorno l’ADSL rappresenti quello che e’ stato il telefono nei decenni passati, ovvero un servizio di pubblica utilita’, e’ indubbio, almeno agli occhi degli utenti. Purtroppo la cosa non e’ altrettanto evidente all’erogatore del servizio.

Se da un lato la politica del guadagno e’ piu’ che comprensibile (sono il primo a sostenere che un’azienda non puo’ permettersi di fallire per fare solidarieta’), e’ altrettanto vero che, quando si parla di macro-economia, bisogna effettuare un’analisi costi-benefici che vada ben oltre i “conti della serva”.

Alla Telecom, invece, ormai da anni fanno proprio questi tipi di conti.

Il paesino di 3.400 abitanti e’ meno appetibile, in cifre, di quello da 5.500 e, per questo, gli viene negato l’accesso alla banda larga. Al paese piu’ popolato, invece, l’accesso viene garantito, indipendentemente dal fatto che il 75% dei suoi abitanti siano anziani e non sappiano che farsene dell’ADSL. Il servizio verrebbe, al contrario, certamente apprezzato dai giovani del primo paese: oltre il 50% della popolazione!

Per chi non e’ abituato a “fare di calcolo”: nel primo paese la popolazione e’ costituita da oltre 1.700 giovani; nel secondo, invece, i giovani sono soltanto 1.375.

E, badate bene, non sto dando i numeri, ma sto parlando di situazioni reali che si sono venute a verificare nei paesi dell’hinterland pavese.

Add comment 9 Novembre, 2007

Alice.it la (dis)avventura continua

Alice.itPensavate di esservi liberati di me e, soprattutto, della mia disavventura con la “signorina” alice?

A dire il vero lo pensavo anch’io :(

Invece sono di nuovo qui a parlarvi dell’epilogo (almeno spero) della mia tragicomica all’italiana.

Ci eravamo lasciati che, piu’ o meno, navigavo. Dopo qualche giorno il “piu’ o meno” e’ diventato sempre meno finche’ ho smesso di navigare del tutto.

Per la serie il troppo stroppia ho preso l’unica decisione possibile: lascio perdere la signorina alice. L’idea iniziale era quella di passare a quei due bei maschioni di Fiorello e Mike Bongiorno, con la loro “offerta cui non puoi rinunciare”.

Ci penso e ci ripenso e, siccome sono in affitto ed a breve dovro’ traslocare, maturo una decisione ancor piu’ drastica: chiudo la linea Telecom e mi organizzero’ per navigare via cellulare (o scheda 3).

Chiamo il 187 per conoscere la procedura da seguire:

Operatrice: “Vedo che lei ha gia’ aperto una richiesta di guasto alla linea ADSL. Non vuole aprirne un’altra?”

Io (trattenendomi dal gridarle nell’orecchio): “Guardi sono piu’ di 2 mesi che faccio richieste di guasto praticamente odierne: non avete risolto nulla“.

Operatrice: “Ok, non insisto. E’ solo che chiudendo il servizio “tutto incluso” prima del tempo dovra’ pagare una penale di 40,00 EURO“.

Io: “Guardi che in un mese col nuovo operatore ADSL ho gia’ ammortizzato la penale”.

Operatrice: “Ok, ok. Allora deve recarsi presso un punto 187, restituire il modem/router e l’Aladino VoIP e faxarci la ricevuta di avvenuta consegna. Quindi chiamarci e procedere telefonicamente alla chiusura”.

Stupidamente fiducioso nel prossimo (soprattutto quando il prossimo e’ un operatore del call center Telecom), metto modem e Aladino in macchina e mi reco presso un punto 187.

Arrivo al punto 187 e…sorpresa: i punti 187 non sono organizzati per ritirare i prodotti resi. Dovro’ spedire il tutto (naturalmente a mie spese) ad Asti. Mentre mi dice questo, la signora mi propone di lasciarle il nome ed un numero di cellulare cosi’ che, non appena la Telecom li rifornira’ dei modem wifi, potranno chiamarmi per consegnarmene uno funzionante. :|

“Pronto? C’e’ qualcuno?”, mi vien voglia di bussarle sulla testa. Le ho appena detto che voglio chiudere il contratto Telecom e lei cerca di rifilarmi il sesto modem/router Pirelli. Comunque, riflettendo sulla sua risposta fuori luogo, se ne deducono alcune interessanti osservazioni:

1) Il carrozzone Telecom e’ ormai totalmente distaccato dal suo prodotto. La mission aziendale e’ vendere-vendere-vendere, miope politica che ha portato al costante degrado del servizio offerto.

2) I modem wifi sono praticamente introvabili. Il che significa, ad ulteriore conferma dei miei pensieri, che i fantastici modem/router Pirelli hanno un tasso di malfunzionamento davvero elevato (nel mio caso il 100%!).

Torno a casa, chiamo il 187 e chiedo (nuovamente) all’operatrice la procedura da seguire per chiudere il contratto Telecom.

Operatrice: “Ma non glielo ha gia’ spiegato la mia collega?”

Io: “Certo, me l’hanno gia’ spiegato due sue colleghe. Il problema e’ che mi hanno detto cose totalmente diverse”.

Operatrice: “Ho capito: questa e’ la prova del nove” e, detto questo, mi conferma che dovro’ spedire il tutto al servizio clienti (che, visto il servizio offerto, credo che ormai coincida col servizio reclami).

Ed ora la ciliegina sulla torta. Mentre scrivevo questo post mi chiama il punto 187:
“Ci e’ appena arrivato un modem/router nero, quello che mi aveva tanto caldamente richiesto”.

AAAAARRRRGGGGGGHHHHHHH :(

Il fatidico modem “vela”, uno dei pochi modem/router di Telecom a funzionare egregiamente, quello che, in due punti 187 su due, m’avevano confermato non essere piu’ in produzione ne’ in circolazione: ora che decido di disdire il tutto, eccolo che arriva.

Non ho parole!

Add comment 29 Ottobre, 2007

Steve Jobs regala iPod

Apple Ipod No, il CEO di Apple non e’ ne’ impazzito, ne’ ricolmo di spirito natalizio. Semplicemente Steve Jobs legge le email degli utenti Apple.

Dopo l’ennesima disavventura con il suo MacBook, 3 prodotti su 3 malfunzionanti (fortunatamente per lui in garanzia!), Ben Gray, uno sfortunato utente della mela, ha infatti deciso di scrivere un’email al padre-padrone dell’azienda di Cupertino.

Dopo alcuni giorni un responsabile dell’ufficio di Steve Jobs ha telefonato all’utente e, dopo aver manifestato il dispiacere per le sue disavventure, ha offerto lui un buono da spendere sullo store Apple o, direttamente, un prodotto della Mela: a lui la scelta.

L’utente, piacevolmente colpito dalla chiamata, ha optato per un iPod, prodotto che la Apple s’e’ impegnata a spedirgli quanto prima.

Tralasciando i 3 MacBook difettosi (succede anche nelle migliori famiglie!), quello che colpisce e’ il fatto che un personaggio del calibro di Steve Jobs legga (e dia disposizioni di rispondere) le email degli utenti.

Per un italiano quale sono e’ impensabile. Come se, dopo la mia odissea con i modem Pirelli, avessi mandato un’email a Tronchetti Provera ed il suo ufficio m’avesse prontamente chiamato per offrirmi un treno di gomme per la mia Fabia.

Ripeto: impensabile. Del resto in quanto a “customer care” e “customer satisfaction” le aziende italiane sono anni luce da quelle straniere.

Tanto per cambiare :(

3 comments 3 Ottobre, 2007


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